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Alpimar |
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Mondovì |
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Castello degli Aleramo Il castello degli Aleramo a Nucetto risale circa all' anno 1100. Nel 1414 venne assaltato dalle truppe sabaude che lo occuparono entrando così a far parte dei loro possedimenti. Restaurato nel 1500 fu in seguito donato a Beatrice di Portogallo, duchessa di Savoia. Nel 1802 le truppe di Napoleone lo smantellarono. I ruderi superstiti, ancora cospicui ed importanti, lasciano ancora intuire l' antica struttura della fortezza. |
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Castello di Alto
Su di un alto sperone roccioso sorge la maestosa costruzione del Castello dei Cepollini, Conti di Alto e Caprauna. Il Castello, costruito nel 1320 era un' imponente struttura quadrangolare protetta agli angoli da quattro alte torri. Durante la dominazione francese fu saccheggiato ed in parte distrutto ma conserva la sua fisionomia medievale arricchita dalla graziosa loggia da cui, nelle belle giornate, è possibile godere di una piacevole vista con il mare all'orizzonte . |
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Castello di Carrù |
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| Castello di Casotto La costruzione nata nel XI sec. come Certosa è fra le costruzioni più affascinanti della valle, simbolo di secoli di storia e di cultura. Dopo un periodo di abbandono venne ricostruita nel corso del settecento su progetto del Vittone e del Gallo. Successivamente alla chiusura decretata da Napoleone, i Savoia ne fecero una residenza di caccia. Le sale del castello sonoancora oggi totalmente arredate da letti a baldacchino, paraventi di seta cinese, soprammobili e poltrone di cuoio. Gli ampi saloni, ricchi di gessi, bronzi, dipinti e drappelli si alternano a mobili antichi e scrittoi sui quali sono ancora visibili gli oggetti d' uso comune del Re, la grande cucina conserva ancora gli antichi rami timbrati con lo stemma reale. Un ambiente in cui ancora si rivive un' atmosfera d' altri tempi. |
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| Castello di Cigliè Una costruzione tipicamente medioevale dall' aspetto imponente ed abbellita da un massiccio e slanciato torrione. La costruzione del castello può essere fatta risalire al periodo compreso tra il 950 ed il 1000. Fu originariamente utilizzato come dimora dei signori ed in seguito fu utilizzato anche come caserma, oggi è abitato dall' ultima discendente della famiglia Capris, proprietaria dell' edificio da tre secoli. |
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Castello Mirabello Fu eretto nei pressi di una fortificazione romana sul Monte Cavanero nel 1569 da Agamennone III, feudatario di Chiusa ed ultimo marchese di Ceva. Il castello era composto da tre piani le cui scale interne ruotavano intorno alla torre. Fu abbandonato dopo pochi anni dalla sua costruzione ed iniziò così una lunga fase di decadenza aggravata dal terremoto e da condizioni climatiche avverse ma, con una breve passeggiata nei boschi si può ammirare la suggestione dei ruderi che per la posizione dominante costituiscono una meta di sicuro fascino ed interesse. |
| Castello di Mombasiglio E' siuato sulla cima del colle che ospita il centro storico del comune. Fu feudo dei Signori di Carassone sin dall' anno 1000, nei secoli venne posseduto da grandi famiglie nobiliari ma fu pesantemente danneggiato nel XVI sec. per poi divenire nel 1602 proprietà della famglia Trotti Sandri che effettuarono sostanziali lavori di ristrutturazione. La sua posizione strategica lo rese ambito territorio di svariati marchesati. Il suo impianto è ancora chiaramente leggibile e lo rende un importante documento architettonico e storico della cultura del territorio in cui sorge. Al suo interno è allestito il Museo Bonaparte le cui sale ospitano una raccolta di uniformi, collezioni di soldatini di piombo, plastici di battaglie e numerose stampe del pittore torinese Giuseppe Pietro Bagetti. |
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Castello di Rocca de' Baldi La costruzione, risalente alla fine del XII sec. fu voluta dai Signori di Morozzo per proteggersi dalle incursioni Saracene che diventavano sempre più frequenti. Furono innalzate le fortificazioni ed aumentò la sicurezza per la popolazione che diede vita al centro abitato che in seguito ebbe da sostenere numerosi assedi a causa della sua posizione strategica per le operazioni militari contro Mondovì. Il paese fu occupato dai Monferrato, dai Visconti, dagli Acaja, e dai Monregalesi. Nel 1543 il castello fu saccheggiato ed incendiato dalle truppe spagnole. Rinacque quando passò in feudo a Carlo Filippo di Morozzo, che aggiunse alla torre superstite nuove costruzioni e nuovi particolari architettonici. Nel 1710 il Marchese Gaspare Filippo di Morozzo su progetto del Gallo fece costruire una nuova ala. Attualmente il castello è sede del Museo Etnografico Provinciale. |
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Castello di Incisa Camerana Il castello risale al X-XI sec. con la funzione di contrastare le incursioni saracene ma la sua prima testimonianza scritta risulta della fine del duecento. Ricostruito ed ampliato nel 1420, fu rimaneggiato più volte nei secoli successivi fino all' attuale sistemazione. Oggi si presenta come dimora gentilizia con tre lati difesi dai fianchi scoscesi della collina su cui sorge. Di grande interesse risulta il salone, decorato con pitture e piccoli affreschi che raffigurano le gesta di Aleramo ed un grande camino con la raffigurazione degli stemmi della casata. Il maniero è circondato da un alto muro con un parco e cortili interni. E' visitabile durante l' anno in alcune occasioni. |
| Museo etnografico di Clavesana In un palazzo signorile del XVIII sec. nel pittoresco borgo antico ha sede il museo Storico Etnografico comunale dove vengono presentati al visitatore immagini ed oggetti di notevole valore storico, un ampia documentazione dell' ormai dimenticata vita contadina della Langa. Durante il percorso si possono osservare oggetti tradizionali del posto relativi alla caccia, alla pesca, alla raccolta dei tartufi ed alla pallapugno, per finire in uno splendido salone dove vengono raccolti tutti gli stemmi dei Comuni del Marchesato di Clavesana nel periodo della sua massima estensione territoriale. (XII-XIII sec.), quando i suoi confini giungevano fino all' attuale costa azzurra. |
| Museo Civico della Stampa di
Mondovì Sedici anni dopo l' invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg, fu edito a Mondovì per opera del tipografo Antonio di Mattia il primo libro stampato in Piemonte, correva l' anno 1472. In quell' epoca Mondovì era una delle più importanti città del ducato di Savoia, la richiesta di cultura del suo ambiente intellettuale, l' intraprendenza del ceto mercantile, le possibilità offerte dall' industria cartaria, contribuirono ad affermare la nuova tecnica dando così l' avvio ad una lunga tradizione. Nel cinquecento essa si alimentò della presenza dell' Università e godette di grande prestigio anche nell' epoca napoleonica. La libertà di stampa che seguì alle riforme albertine di metà ottocento, favorì la nascita di molte tipografie molte delle quali hanno dovuto cedere in questi ultimi anni il passo alle nuove tecnologie. Il museo rappresenta la più completa raccolta di macchine ed attrezzature per la stampa esistente oggi in Italia ed intende promuovere la conoscenza storica di questa affascinante attività. |
| Museo della Ceramica di Mondovì Il museo illustra la produzione ceramica che ha caratterizzato Mondovì dal periodo Napoleonico fino al 1970 con la tipica rappresentazione del galletto e le vivaci decorazioni a spugna.. Le varie sale illustrano il ciclo produttivo con le fasi di lavorazione della materia prima, vengono poi descritte le diverse tecniche di forgiatura e decorazione caratteristiche della ceramica monregalese: pittura a pennello, tamponatura "a velo" o "a merletto" , decorazioni a stampino, mascherina e aerografo. Accanto ai pezzi rappresentativi di ogni singola tecnica, sono esposti gli strumenti per realizzarla provenienti dalle fabbriche storiche del distretto. Oltre 600 sono le ceramiche esposte e distribuite su 600 mq. |
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